Ti basta una sera distratta, una pentola sbagliata, un “metto al massimo così faccio prima”, e all’improvviso il piano a induzione sembra impazzire: cottura irregolare, spegnimenti, rumori strani, aloni che non vanno più via. La verità è che l’induzione è fantastica, ma ha una memoria lunga e certi errori, comunissimi, li “paga” nel tempo.
L’errore numero uno: pentole non compatibili (o compatibili solo “sulla carta”)
L’induzione non scalda il vetro, scalda la pentola grazie al campo magnetico. Quindi la prima cosa da controllare è il fondo ferromagnetico. Il test più semplice è quello della calamita: se aderisce bene, ci sei.
Attenzione però, perché non basta “funzionare”. Questi dettagli fanno la differenza:
- Fondo deformato: anche se la calamita attacca, il contatto con la superficie è irregolare e la cottura diventa instabile.
- Fondo troppo sottile: tende a scaldarsi a punti, soprattutto con potenze alte.
- Pentole con fondo mal saldato: possono vibrare e fare rumore, oltre a scaldare male.
Materiali come alluminio puro, rame, vetro o argilla, se non hanno uno strato magnetico integrato, non lavorano bene e ti fanno sprecare energia e pazienza.
“Booster e via”: quando la velocità diventa un boomerang
Con l’induzione è facilissimo esagerare. Il calore arriva in un attimo e, se parti subito alto, rischi di:
- bruciare l’olio prima ancora di aggiungere gli ingredienti,
- attaccare sughi e creme sul fondo,
- stressare la pentola, soprattutto se è leggera.
Il booster è utilissimo, ma andrebbe usato come un turbo breve, ad esempio per portare a bollore l’acqua, non come impostazione “standard”. E soprattutto evita l’errore più costoso: booster con pentola vuota. In pochi istanti puoi rovinare il fondo, segnare il piano e compromettere la qualità della cottura successiva.
Un trucco pratico: parti a potenza medio bassa per i primi 30-60 secondi, poi sali gradualmente. È un gesto piccolo, ma cambia tutto.
Pentola fuori centro, zona sbagliata: i problemi che sembrano “misteriosi”
Hai presente quando il piano non riconosce la pentola o si spegne? Spesso non è un guasto, è posizionamento.
Le regole d’oro sono due:
- Usa pentole della dimensione corretta per la zona. Se sono troppo piccole, il campo magnetico non lavora in modo uniforme.
- Metti la pentola ben centrata, perché i sensori di sicurezza possono interpretare un contatto parziale come anomalia.
Se ti capita una cottura “a macchie” (sugo che sobbolle solo da un lato), è quasi sempre un mix tra fondo non perfetto e pentola non centrata.
Fondo bagnato e utensili aggressivi: graffi e aloni in agguato
Sembra banale, ma appoggiare una pentola con il fondo bagnato è un invito ai problemi. L’acqua intrappolata può:
- lasciare aloni difficili da rimuovere,
- favorire residui che “cuociono” sul vetro,
- far scivolare la pentola in modo improvviso.
E poi c’è il capitolo utensili: il piano è resistente, ma non immortale. Evita di trascinare pentole pesanti, e non usare mai lame o oggetti appuntiti direttamente sul vetro. Se devi staccare residui secchi, meglio un raschietto specifico e mano leggera.
Pulizia e manutenzione: il dettaglio che salva sensori e prestazioni
Il piano a induzione funziona bene anche grazie a sensori e sistemi di sicurezza. Se lasci residui, zucchero caramellato, amidi o schizzi di latte, col tempo possono interferire con:
- efficienza energetica,
- lettura corretta della pentola,
- gestione del calore.
La routine ideale è semplice:
- passa un panno morbido dopo ogni uso,
- usa detergenti non abrasivi,
- asciuga sempre bene.
Se invece il piano si blocca dopo un surriscaldamento o uno sbalzo di tensione, spesso basta spegnerlo, staccare la corrente per qualche minuto e riavviare. (Se succede spesso, vale la pena far controllare l’impianto.)
Mini checklist “anti disastro” (da ricordare davvero)
- Calamita ok, fondo piatto, pentola robusta.
- Potenza graduale, booster solo quando serve.
- Pentola centrata e della misura giusta.
- Fondo asciutto, niente trascinamenti, utensili delicati.
- Pulizia regolare, residui rimossi subito.
Alla fine, l’induzione non è “più complicata”, è solo più precisa. E quando la tratti bene, ti ripaga con velocità, controllo e una cucina più pulita, quasi come se stessi imparando un nuovo linguaggio, quello dell’induzione.




