Gatto che perde pelo in abbondanza: ecco quando è normale e quando preoccuparsi

Ti sarà capitato di accarezzare il tuo gatto e ritrovarti la mano “impelata”, poi guardare il divano, i vestiti, il pavimento, e pensare: “Ma è normale tutta questa roba?”. La verità è che spesso sì, ma ci sono segnali sottili che fanno la differenza tra una perdita di pelo fisiologica e un campanello d’allarme da non ignorare.

Quando la perdita di pelo è normale

La situazione più comune è la muta stagionale, soprattutto in primavera e autunno. In questi periodi il mantello si rinnova, passando da più fitto in inverno a più leggero in estate. È un cambiamento graduale, quasi “a ondate”, e si nota perché:

  • trovi ciuffetti di sottopelo come piccole nuvole in casa
  • la spazzola si riempie velocemente
  • il gatto si toeletta di più (e di conseguenza aumenta il rischio di boli di pelo)
  • puoi vedere pelo nei rigurgiti o nelle feci

Un dettaglio curioso ma realistico: un gatto può arrivare a ingerire anche fino a circa 10 cm³ di pelo al giorno durante le fasi più intense di grooming. Se il resto è nella norma, non è automaticamente un problema, è il “prezzo” della manutenzione del mantello.

Il test rapido che tranquillizza

Se, oltre al pelo in giro, noti queste condizioni, di solito sei nel campo del normale:

  1. Pelle sana, senza arrossamenti o croste
  2. Gatto attivo, curioso, con comportamento stabile
  3. Appetito regolare e peso stabile
  4. Perdita diffusa e non a chiazze, senza zone completamente glabre

Quando invece è il caso di preoccuparsi

Qui la parola chiave è: cambiamento. Se la perdita di pelo è improvvisa, persistente fuori stagione, “a ciuffi”, oppure sembra concentrata su un lato o su una zona specifica, vale la pena fermarsi e osservare bene.

Segnali sulla pelle che non vanno ignorati

Contatta il veterinario se compaiono uno o più di questi elementi:

  • prurito intenso e grattamento continuo
  • arrossamenti, croste, pustole o pelle “calda”
  • aree glabre nette (chiazze) o pelo spezzato
  • cattivo odore cutaneo o forfora marcata

Questi segni possono indicare dermatiti, allergie, infezioni fungine (come la tigna) o parassiti.

Parassiti: il trucco è che potresti non vederli

Pulci e acari non sono sempre evidenti. E sì, anche una sola puntura può scatenare una reazione importante in alcuni soggetti (la classica dermatite allergica da pulci). Se il gatto si lecca o si morde soprattutto su schiena, base della coda e fianchi, è un’ipotesi da considerare sul serio.

Ormoni e metabolismo: quando il pelo racconta altro

Un mantello che diventa opaco, diradato e “spento” può essere un indizio di problemi interni. Alcune condizioni spesso associate includono:

  • ipertiroidismo, soprattutto se noti anche perdita di peso e appetito alterato
  • diabete, sindromi endocrine, o problemi renali, quando compaiono anche sete eccessiva, letargia e cambiamenti nelle abitudini

Qui la differenza la fanno gli esami: sangue e urine sono spesso la via più rapida per capire.

Stress e leccamento compulsivo

A volte non è la pelle che “cade”, è il gatto che la svuota. Traslochi, nuovi animali, cambi di routine, rumori, noia: lo stress può trasformarsi in grooming eccessivo. Il risultato è una pseudo alopecia, spesso su addome e interno cosce, con pelle apparentemente normale ma pelo che sparisce.

Cosa fare (senza andare in panico)

Osserva come un detective gentile

  • controlla se ci sono boli di pelo più frequenti, vomito o stipsi
  • monitora peso, appetito, energia e umore
  • guarda se la perdita è diffusa o a chiazze, simmetrica o no

Prevenzione pratica

  • spazzolatura regolare (più spesso in muta)
  • dieta bilanciata, ricca di nutrienti utili a pelle e mantello (omega e micronutrienti)
  • antiparassitario costante, secondo indicazioni veterinarie
  • ambiente prevedibile e arricchito, per ridurre stress e noia

Quando andare dal veterinario

Subito, se vedi lesioni, prurito intenso, chiazze glabre, perdita di peso, sete anomala o cambiamenti marcati. E una regola d’oro: non automedicare, perché molte patologie cutanee si assomigliano, ma richiedono cure completamente diverse.

Redazione Percorsi Di Vita

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