Ti è mai capitato di guardare il tuo gatto e pensare, “Oggi c’è qualcosa che non torna”? A volte è solo una giornata storta, altre volte è il corpo che prova a dirti qualcosa in silenzio. I vermi intestinali rientrano proprio in questa categoria: possono farsi notare in modo plateale, oppure restare nascosti dietro segnali piccoli, quasi “normali”, finché non impari a riconoscerli.
I segnali che si vedono subito (e quelli che spaventano)
Il campanello più chiaro è quando noti vermi bianchi visibili nelle feci, spesso come piccoli segmenti simili a chicchi di riso. In alcuni casi possono comparire anche intorno all’ano o nella lettiera.
Altri segnali evidenti, soprattutto se si ripetono, sono:
- diarrea persistente o intermittente
- vomito (raramente con presenza di vermi, ma può succedere)
- perdita di peso nonostante l’appetito
- feci molli, maleodoranti o con muco, talvolta con tracce di sangue
Se ti sembra troppo “improvviso”, fidati del tuo istinto: spesso è proprio così che iniziano.
Sintomi gastrointestinali: quando pancia e intestino parlano
I parassiti irritano l’intestino e rubano nutrienti. La diarrea può alternarsi a periodi apparentemente normali, ed è questo che la rende ingannevole. Il vomito può comparire dopo i pasti o a stomaco vuoto, e non sempre è legato a boli di pelo.
Un dettaglio utile da osservare è la frequenza:
- Episodi isolati, unici, senza altri sintomi, possono avere molte cause.
- Episodi che tornano per giorni o settimane meritano più attenzione, soprattutto se associati a dimagrimento o apatia.
Comportamenti strani: il linguaggio del corpo
Qui arrivano i “segnali nascosti” che spesso passano per capricci.
Se il tuo gatto:
- si lecca insistentemente la zona posteriore,
- struscia il sedere a terra per alleviare prurito e fastidio,
- appare più irritabile o si isola,
- è letargico, dorme più del solito e gioca meno,
potrebbe stare cercando di gestire un disagio continuo. Non è solo pigrizia, è un modo di adattarsi.
Un indizio sorprendente, ma importante, è la terza palpebra visibile: se la noti mentre gli occhi sono aperti e il gatto non sembra rilassato o assonnato, considerala un segnale da non ignorare.
Aspetto fisico: pelo, pancia e gengive
Il corpo del gatto “parla” anche attraverso l’aspetto. Occhio a:
- addome gonfio e disteso, la classica “pancia da verme”, più comune nei gattini
- pelo opaco, secco, che sembra meno curato anche se il gatto si lava
- gengive pallide, possibile segno di anemia (in alcuni tipi di parassiti che si nutrono di sangue)
Quando vedi questi cambiamenti insieme a problemi intestinali, il quadro diventa più coerente.
I segnali meno evidenti che ingannano
Ci sono sintomi che sembrano piccoli, ma ripetuti fanno rumore:
- fame eccessiva o richiesta continua di cibo
- leggero dimagrimento “a vista”, magari solo sulla schiena o sui fianchi
- alito più pesante del solito
- flatulenza e pancia rumorosa
E poi c’è un classico: trovare segmenti riconducibili alla tenia, soprattutto se il gatto ha avuto pulci o esce spesso.
Cosa fare, senza panico
La cosa più utile è trasformarti in un osservatore calmo e preciso:
- controlla lettiera e zona anale per 2 o 3 giorni
- annota frequenza di diarrea e vomito, anche con una foto delle feci se serve
- valuta appetito, peso e livello di energia
Poi, parla con il veterinario. La diagnosi spesso passa da un esame delle feci e dalla scelta del trattamento più adatto. Evita il fai da te: i prodotti e i dosaggi cambiano in base all’età, al peso e al tipo di parassita.
Quando chiamare il veterinario subito
Non rimandare se noti:
- sangue nelle feci
- vomito ricorrente
- diarrea persistente
- dimagrimento rapido o debolezza marcata
- gattino con pancia gonfia e scarso accrescimento
La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, intervenire presto significa risolvere bene e in fretta. E tu torni a riconoscere quel tuo gatto “di sempre”, con occhi vivi e passo leggero.




